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Stavolta l'ho fatto col miele.
Con i semi di papavero che ho comprato al Mercato Orientale e con la manitoba e con la farina di farro.
L'ho fatto dopo cena (intendo dire, dopo la mensa serale con i soliti invitati dei kids, almeno uno a testa: ormai è routine), e il profumo ha subito invaso il biloc, come lo chiamano qui a Sanfe.
Nel frattempo, loro, di là davanti alla TV.
Lui con i brufoli, alto quasi due metri, recante in pegno la XBOX 360 per far giocare Pietro (e ce lo ha fatto giocare, eccome, collegando tutti i fili e consigliandolo con pazienza certosina sulle armi da scegliere per le battaglie più sanguinose), lei profumata col mio profumo, abbronzata e sdegnosa.
Lui bravissimo a scuola (mi piace, anche se è difficile), con la voce treottavesopra-treottavesotto (insomma, in via di trasformazione), lei col cervello momentaneamente a riposo [pare, anche se so (so?) che non è così] ma tutto il resto in grande spolvero.
Sguardi furtivi.
Battute semisconce.
Risatine.
Alle undici lui ha fatto su i fili dell'XBOX e ha educatamente salutato (e ringraziato per la mensa serale)
Lei ha fatto finta di andare a dormire.
Per poi ricomparire improvvisamente mezz'ora dopo, piazzata come un avvoltoio sulla macchina del pane, che aveva appena fatto beepbeep.
Beh, mica male 'sto tipo qui!...
Uhm, sì, c'ha dei begli occhi. Mamma, caccia una fetta grande, che me la porto a letto per il pasto notturno.
Mah.
soundtrack:
Non è giusto.
Tutte le persone che mi vogliono bene, prima o poi se ne vanno.

I miei vicini di casa penseranno che non sono tanto a posto.
Al mattino il silenzio regna sovrano (peffozza, non c'è mai nessuno a parte i weekend), al pomeriggio la fanno da padrone suoni beepbeep squonksquonk e slurpsnortgneck da cartone animato corredati da insulti in gergo adolescenziale, alla sera le mie urla belluine rivolte ai kids che foreverand ever me fanno danna'.
Ma la notte, di qui esce musica.
E che musica :-)
In effetti, il temposolomio va da mezzanotte alle tre, che ci posso fare?
Però stasera...
Stasera miracolosamente sono da sola, per due ore.
E siccome da miracolo nasce miracolo, mi son seduta al Mac, ho lanciato iTunes e in cinque minuti secchi ho fatto una compilation.
Ci ho pensato talmente poco che prima gli ho dato il titolo, e poi gli ho cacciato dentro alla rinfusa tutte le cose più belle che ho in questo momento senza sapere che effetto avrebbero fatto tutte insieme.
Non pensavo a niente e cacciavo dentro così, dando solo retta alla mia voglia di ascoltare roba che mi piace.
Ad un certo punto una vocina mi ha detto stop e ho masterizzato senza neanche ascoltare.
Il mio stereo, che ultimamente fa i capricci, ha fatto per una volta il sacrosanto piacere di leggere subito e a dovere.
Così il miracolo si è prodotto, ad un volume insensato e anche per la gioia dei miei vicini.
Dentro al miracolo ci stanno: Beirut (grazie, Gine), U2, Goldfrapp, Oasis, Seal, Leonard Cohen, Bruce Springsteen, T-Rex, George Harrison, Erikah Badu, Ben Harper, Mercury Rev, Eddie Vedder, Shaggy, Antony And The Johnsons, Stevie Wonder, Brian Eno, The Beatles, The Maccabees e anche se sembra un'accozzaglia è fantastico.
Si chiama Frrrrrrrrrr.
Come un frullo d'ali.
Fuori di qui.
soundtrack: proprio lui :-)
Siccome sono stronza e snob (e tra pochissimo sarò pure una vecchia signora, il tempo vola), nel mio tempo libero (si fa per dire) mi piace fare quel che cazzo voglio.
E così, stasera mentre stiro, mi sollucchero con lo sgangherato documentario di Godard sui Rolling Stones, e non me ne può fregare di meno se Pietro, ciondolando per casa, passa davanti al TV e dice che non sono mica bravi (te credo, stanno provando in studio, che bisogno hanno di far vedere quanto sono bravi) e cheppalle and so on, tanto io lo adoro, quel film, anche se, francamente, non ha senso.
Adoro l'atmosfera scassata, Mick che qui è tutt'altro che sexy, ma invece molto creativo, adoro il fatto che Brian Jones non si veda quasi mai in faccia, ma quasi solo di spalle, adoro pure i commenti deliranti di Jean-Luc, gracchianti e marxisti, con i quali infarcisce questo straordinario documentario.
È non è una questione ideologica, è una questione estetica.
Siccome sono snob e stronza, non metto nemmeno un link in questo post: dovreste sapere tutti chi sono i Rolling Stones, e Godard (e perché no, la Nouvelle Vague).
Però, il primo che indovina chi è la meravigliosa vecchia signora nella foto (senza googlare, altrimenti è troppo facile), vince una cena cucinata da me.
Giuro.
soundtrack: Sympathy for the Devil, The Rolling Stones
Tra qualche settimana, fa un anno che sono qui.
E sarebbe bello, una volta tanto, pensare che è un posto dove far riposare le ali.
Invece no, perché capitano cose una dietro l'altra e non faccio a tempo a tenergli dietro e anche se la strada è faticosa ma bella e quasi quasi mi sento di restare, mi rendo conto che ormai ho le radici all'aria, e non so più dov'è casa mia.
Forse la Cami andrà via, forse no.
È la sua vita, è la sua strada: posso solo accompagnarla per mano per un tratto, poi lasciarla andare.
Ma chissà se un giorno qualsiasi (o in un posto qualsiasi), svegliandomi al mattino e ancora prima di aprire gli occhi, annuserò l'aria e penserò che sono a casa.
Finalmente.
soundtrack: Questa è la mia casa, Jovanotti

Fare gli zucchini in carpione fuori dal Piemonte è come fare una professione di fede sorretta da un sano principio scientifico.
Il carpione è stato per lunghi anni l'unico mezzo di conservazione di carne, pesce d'acqua dolce, uova e verdura a disposizione dei contadini d'estate e in assenza di ghiacciaia.
È un metodo infallibile che, come effetto collaterale, garantisce un sapore delizioso.
La rottura di coglioni è che, perché sia al massimo, bisogna prepararlo con qualche giorno d'anticipo e bisogna stare a friggere per un bel po', col caldo africano che ti attanaglia (esattamente come allora, solo che loro avevano cucine enormi con mura spesse ottanta centimetri).
Ma basta pensare a certi romanzi di Pavese e alle notti di riposo ai tempi della trebbiatura, col disné 'd bate 'r gran, con i grilli che si sfiatavano nelle aie e le marce sotto la luna per raggiungere la balera più vicina.
soundtrack (e godetevelo):
Sono depressa.
Sono stanca morta.
Ci ho la faccia floscia che va tutta all'ingiù e le ginocchia mi fanno sempre più male.
Il mio aspetto negli ultimi tempi ricorda un incrocio tra un'homeless e una badante slava overfifty (con tutto il rispetto per ambedue i soggetti).
Ho la casella di posta elettronica intasata di e-mail ostili e insensate.
Faccio una vita da topo.
Eppure, se potessi, dopodomani sarei lì.
Ci andrei di corsa.
E anche se, quando l'ho detto oggi alle mie colleghe giovani durante la pausa caffè mi hanno platealmente preso per scema, ci andrei tutta vestita di nero, con un chiodo rosso fiammante e una parrucca corvina.
Lascerei a casa i miei occhiali da talpa e la mia faccia all'ingiù e farei questo:
E lo farei pure bene, guarda un po'.
